Equo Compenso: il bilancio 2025 tra nuove regole deontologiche e difficoltà applicative

03/02/2026
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Dopo alcuni ritardi accumulati nel corso dello scorso anno è stata finalizzata solo a gennaio 2026 la relazione annuale 2025 dell’Osservatorio nazionale sull’equo compenso, istituito presso il Ministero della Giustizia, che ora sarà trasmessa alle Camere. Il documento offre una fotografia dettagliata dello stato di attuazione delle norme volte a garantire compensi proporzionati alla qualità e quantità del lavoro svolto dai professionisti.

Istituito presso il Ministero della Giustizia, l'Osservatorio ha il compito di vigilare sull’osservanza delle disposizioni normative, segnalare prassi contrarie alla legge e formulare proposte sugli atti normativi che regolano i criteri di determinazione dei compensi. Nel corso del 2025, l'organismo si è riunito quattro volte per raccogliere dati e monitorare l'adeguamento dei vari ordini professionali.

Uno dei risultati più rilevanti emersi dalla relazione riguarda l'aggiornamento dei Codici deontologici. La quasi totalità delle Federazioni e dei Consigli Nazionali ha già recepito o sta ultimando l’iter per inserire sanzioni specifiche contro i professionisti che accettano compensi non equi. FNOVI ha reso noto che l’attuale previsione deontologica (Art. 52 - Onorari professionali) risulta coerente con le finalità della normativa sull'equo compenso, ma non è sufficientemente allineata con i principi esplicitati all'art. 5, comma 5, della Legge n. 49/2023. Tale disallineamento è da ricondurre al fatto che il Codice Deontologico (CD) vigente è stato approvato antecedentemente all'entrata in vigore della Legge n. 49/2023. La Federazione ha informato di aver avviato proprio in questi mesi una fase di riscrittura/aggiornamento/revisione del Codice Deontologico del medico veterinario che consentirà di porre rimedio a questa mancanza.

È comune a tutti i componenti l’Osservatorio il rilievo che, nonostante i progressi sul fronte interno, la stipula di modelli standard di convenzione con grandi imprese (banche, assicurazioni e pubblica amministrazione) procede a rilento. Permane inoltre una criticità fondamentale per alcune categorie: l’assenza dei decreti ministeriali per l’aggiornamento dei parametri di riferimento. Senza questi decreti, sono molti gli organismi ordinistici che denunciano l'impossibilità di dare piena attuazione alla legge.

In conclusione, il rapporto 2025 mostra un sistema professionale in forte fermento e proattivo nel sanzionare i comportamenti scorretti, ma che necessita ancora di un completamento del quadro normativo e di una maggiore collaborazione con il mondo delle imprese per rendere l’equo compenso una realtà consolidata per tutti i lavoratori autonomi.

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