PROFESSIONISTI, A RISCHIO IL 20% DEGLI ISCRITTI A ORDINI E CASSE DI PREVIDENZA

I presidenti di Adepp, CUP e RPT invitano alla coesione
16/06/2020
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Il Corriere della Sera ha pubblicato oggi un lungo articolo sulla necessità di un nuovo sistema di welfare che sostenga gli effetti della pandemia insieme a una serie di misure specifiche per impedire la chiusura del 20% degli studi professionali.
«Pare evidente ormai che ci sia una nuova esigenza di fare previdenza – afferma il presidente dell’Adepp Albero Oliveti -. Una previdenza che non sia soltanto quella ordinaria e post-lavorativa, quella cioè che si concretizza nella pensione o nell’assistenza a chi lavorando ha un bisogno. Bisogna iniziare a ragionare sul concetto di supporto al lavoro.(..) Allo stesso tempo oggi ci dobbiamo impegnare in un welfare che qualcuno ha chiamato “catastrofale” con evidente riferimento all’emergenza Covid-19, con interventi che qualche volta possono configurarsi proprio come forme di sostegno passivo o di ammortizzazione sociale, senza avere però una fiscalità di scopo.

 

Un nuovo sistema di welfare che sostenga gli effetti della pandemia insieme a una serie di misure specifiche per impedire la chiusura del 20% degli studi professionali. «È indispensabile — spiega la presidente del Comitato unitario delle professioni, Marina Calderone —mettere in campo una sinergia che veda tutto il sistema unito e in grado di parlare alla politica che, anche con questi ultimi decreti, non ha capito il valore dei professionisti. La platea che ha avuto accesso ad una sola forma di sostegno è stata enorme. 500mila professionisti che hanno richiesto il bonus 600 euro stanno a significare che a rischio c’è la professione stessa.

Photo by Tim Bogdanov on Unsplash
 

Fonte: 
Corriere della Sera
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