BIODIVERSITÀ NEI TERRENI AGRICOLI: IL CONTRIBUTO DELLA PAC NON NE HA ARRESTATO IL DECLINO

Relazione speciale della Corte dei Conti Europea
08/06/2020
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La politica agricola comune (PAC) non è stata efficace nell’invertire il declino della biodiversità che dura ormai da decenni e l’agricoltura intensiva resta la principale causa di perdita di biodiversità: è quanto afferma una nuova relazione della Corte dei conti europea.
La Corte ha rilevato carenze nella strategia dell’UE sulla biodiversità fino al 2020 e nel suo coordinamento con la PAC. Inoltre, il monitoraggio operato dalla Commissione sulla spesa PAC per favorire la biodiversità è inaffidabile e la maggior parte dei finanziamenti della PAC ha scarso impatto su di essa. Alcuni regimi della PAC hanno maggiori potenzialità ai fini del miglioramento della biodiversità, ma la Commissione e gli Stati membri hanno privilegiato le opzioni a basso impatto.

“L’azione della PAC non è stata finora sufficiente a contrastare il declino della biodiversità nei terreni agricoli, una grave minaccia sia per l’agricoltura che per l’ambiente”, ha dichiarato Viorel Ștefan, il Membro della Corte responsabile della relazione.
La proposta per la PAC post-2020 e la strategia sulla biodiversità fino al 2030 mirano a rendere la PAC più reattiva di fronte a sfide quali la perdita di biodiversità, i cambiamenti climatici o il rinnovo generazionale, continuando al tempo stesso a sostenere gli agricoltori europei per ottenere un settore agricolo sostenibile e competitivo”.


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