COME CAMBIERANNO LE PROFESSIONI “DI PROSSIMITÀ” ANALISI DELLA FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO

05/05/2020
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Sono tante le professioni che, mano a mano che il lockdown inizierà ad alleggerirsi, dovranno modificare il proprio “stile di lavoro”. Non solo mascherine e guanti, obbligatori per tutti, ma anche dispositivi specifici di protezione: a questi, le tante professioni “di prossimità”, a diretto contatto con il pubblico, dovranno aggiungere un’attenzione continua all’igiene, personale e dell’ambiente di lavoro, e una “riorganizzazione” dell’attività funzionale a garantire la sicurezza dei clienti. L'analisi della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro sui dati ISTAT.

Sono 6 milioni 145 mila i lavoratori che, secondo l’analisi della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro condotta sui dati di Forze Lavoro Istat, svolgono un lavoro non solo a diretto contatto con il pubblico, ma che potrebbe essere definito “di prossimità” in quanto implica una vicinanza fisica, che si traduce in alcuni casi in vero e proprio contatto (operatori sanitari, estetisti, parrucchieri, etc). Rappresentano una quota importante dell’occupazione italiana (il 26,5%) che si troverà, si spera a breve, a riprendere il proprio lavoro con nuove modalità e organizzazione. 

Lo studio.

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