COME CAMBIERANNO LE PROFESSIONI “DI PROSSIMITÀ” ANALISI DELLA FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO
COME CAMBIERANNO LE PROFESSIONI “DI PROSSIMITÀ” ANALISI DELLA FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO

Sono tante le professioni che, mano a mano che il lockdown inizierà ad alleggerirsi, dovranno modificare il proprio “stile di lavoro”. Non solo mascherine e guanti, obbligatori per tutti, ma anche dispositivi specifici di protezione: a questi, le tante professioni “di prossimità”, a diretto contatto con il pubblico, dovranno aggiungere un’attenzione continua all’igiene, personale e dell’ambiente di lavoro, e una “riorganizzazione” dell’attività funzionale a garantire la sicurezza dei clienti. L'analisi della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro sui dati ISTAT.
Sono 6 milioni 145 mila i lavoratori che, secondo l’analisi della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro condotta sui dati di Forze Lavoro Istat, svolgono un lavoro non solo a diretto contatto con il pubblico, ma che potrebbe essere definito “di prossimità” in quanto implica una vicinanza fisica, che si traduce in alcuni casi in vero e proprio contatto (operatori sanitari, estetisti, parrucchieri, etc). Rappresentano una quota importante dell’occupazione italiana (il 26,5%) che si troverà, si spera a breve, a riprendere il proprio lavoro con nuove modalità e organizzazione.
Lo studio.