SARS CoV-2 NEI CANI: MANEGGIARE CON CURA LE CONGETTURE

17/04/2020
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La pandemia è  spesso anche infodemia. Dal recente lavoro scientifico Extreme genomic CpG deficiency in SARS-CoV-2 and evasion of host antiviral defense  sono state tratte conclusioni che hanno messo in agitazione  sia i proprietari di cani sia di coloro che non gradiscono la loro presenza.
Ci siamo rivolti al prof. Nicola Decaro, professore di malattie infettive degli animali all’ateneo di Bari, che ha dichiarato:

 

"La mia opinione è che si tratti di un lavoro altamente speculativo, non supportato da robuste evidenze scientifiche, ma solo da congetture scaturite dall’analisi di sequenza dei genomi di coronavirus di diverse specie animali. Sicuramente l’ipotesi scientifica è affascinante, ma resta, al momento tale, perché deve esser confermata da solidi elementi che, ad oggi, sono assenti.
Esattamente quello che è successo per l’iniziale ipotesi dell’origine di SARS-CoV-2 legata ad un virus dei serpenti, la quale si basava su un altro elemento genomico, il cosiddetto codon usage, in base al quale sembra che questo nuovo coronavirus fosse adattato all’apparato trascrittivo dei rettili. Ipotesi che alla fine si è rivelata una bufala, benché abbia trovato spazio in una prestigiosa rivista scientifica.".


Per approfondimenti  invitiamo a leggere SARS-CoV-2 ed animali: il punto di vista dell’Associazione Nazionale Infettivologi Veterinari  

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