Si avviano alla conclusione le celebrazioni per i primi 250 anni della Scuola di Veterinaria di Torino

05/12/2019
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La Scuola di Veterinaria di Torino sta festeggiando i suoi 250 anni ma la storia della medicina veterinaria ha radici ancora più antiche e nel documentario, prodotto dal Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Torino, si raccontano proprio le origini della veterinaria: dagli esperimenti empirici dei primi maniscalchi, passando dalla fondazione della Scuola torinese, voluta nel 1769 dal re di Sardegna Carlo Emanuele III, fino ai giorni nostri. Il video, ripercorre gli oltre due secoli della Scuola di Veterinaria, la quarta più antica in Europa.

In una intervista rilasciata dal Prof. Domenico Bergero, il Responsabile del Dipartimento della Scuola di Veterinaria di Torino ha sottolineato come la ricorrenza dell’anniversario abbia rappresentato l’occasione per stringere una serie di relazioni con il territorio - con le associazioni e, non ultima, con la FNOVI che ha organizzato i lavori dell’ultimo Consiglio Nazionale proprio presso la sede del Dipartimento - che si svilupperanno nel tempo.
Sollecitato a descrivere come sia cambiata la figura del medico veterinario in questi 250 anni di storia, il Prof. Bergero ha commentato come dall’iniziale sillogismo veterinario=ippiatra, derivante dalla necessità di occuparsi dei cavalli utilizzati dall’esercito sabaudo, si sia assistito alla successiva trasformazione dei medici veterinari da ‘militari’ in ‘civili’, avvenuta in occasione del trasferimento della sede della scuola a Fossano, che ha portato l’apertura della loro attività anche verso le esigenze del territorio inteso in senso, con particolare riferimento alla buiatria e poi anche alle altre specie animali rispondendo così alla sempre maggiore sensibilità che l’opinione pubblica esprime nei confronti degli animali d’affezione.  
Lo scorso 31 ottobre è stato anche emesso un francobollo speciale per celebrare i 250 anni della Facoltà di medicina veterinaria di Torino: l’immagine raffigura la sede storica della facoltà e un cavallo, in significativo primo piano.

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