A Torino si è parlato del ruolo dei veterinari nella prima guerra mondiale

20/06/2018
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Luis Sepulveda scrisse che "un popolo senza memoria è un popolo senza futuro" ed è indispensabile fare riferimento alla storia ed al passato per trovare la strada della pace. Di questo si è parlato al Congresso internazionale sulla Veterinaria Militare durante il primo conflitto mondiale svoltosi a Torino in occasione di una manifestazione che ha preso il via lo scorso 18 giugno c.a..Presente per la FNOVI il Consigliere Cesare Pierbattisti.
Una commovente cerimonia ha accompagnato l'inaugurazione di un monumento ai Veterinari Caduti nel corso della Grande Guerra ai cui costi di realizzazione ha partecipato anche la FNOVI. Il Direttore del Dipartimento di medina veterinaria, Gianni Re, ha ricordato l'importanza della memoria di un evento tanto tragico per l'umanità intera al fine di poter sperare che nulla di simile possa mai più verificarsi in futuro.

Promossa ed organizzata dall'Esercito con la collaborazione con l’Università degli Studi di Torino, ed in particolare con il Dipartimento di Scienze Veterinarie di Grugliasco, la manifestazione ha dedicato spazio anche ad una mostra sul tema "The Veterinary Medicine in World War One".
Sono stati ricordati i milioni di animali che hanno visto accomunato il loro destino a quello delle vittime umane: cavalli, muli, buoi, cani e colombi viaggiatori sacrificati nell'immane tragedia.
Il Corpo Veterinario Militare istituito nel 1861 in un'epoca in cui gli animali avevano un ruolo fondamentale in pace come in guerra si è evoluto nel tempo ed oggi la presenza dei nostri colleghi è fondamentale in tutte le missioni sia in patria che all'estero, dove risulta indispensabile il ruolo di professionisti altamente qualificati in tutte le branche della Sanità Veterinaria.
La manifestazione ha visto la partecipazione di rappresentanti di tutti i Paesi coinvolti nella Grande Guerra che con le loro relazioni hanno illustrato l'importanza ed i vari aspetti della Medicina Veterinaria nel corso dei conflitti ma, soprattutto, delle missioni di pace.   

Fonte: 
Ufficio stampa FNOVI