Riforma degli Ordini: le ragioni del ‘no’ dei medici veterinari al Ddl Lorenzin

05/12/2017
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Lo scorso giovedì FNOVI, FNOMCeO e FOFIi hanno ribadito, nel corso di un'audizione informale in Commissione Sanità al Senato, le ragioni della loro contrarietà alla riforma degli ordini professionali contenuta nel Ddl Lorenzin. In occasione di questo incontro, le Federazioni hanno ribadito ai senatori tutte le loro perplessità, in particolare sull'articolo 4 del provvedimento in tema di “Riordino della disciplina degli Ordini delle professioni sanitarie”.
Per la FNOVI è intervenuta Carla Bernasconi, Vicepresidente della Federazione che ha da subito evidenziato come i lavori parlamentari abbiano "consistentemente modificato il testo originario fino a renderlo quasi irriconoscibile".

"Il testo non sembra aver compreso l’autentica mission dell’Ordine nella professioni e nella società ed incide negativamente sulla loro autonomia, disconoscendone il ruolo di organi sussidiari dello Stato. Sembra essere prevalsa la preoccupazione di introdurre elementi innovativi sotto il profilo amministrativo e formale, senza essere invece entrati nel merito dei problemi reali delle professioni e del difficile equilibrio dei rapporti tra rappresentatività professionale e crescita delle competenze istituzionali".
Passando quindi ad una analisi più puntuale, le criticità contestate dalla FNOVI attengono all'articolazione geografica, ma anche alla definizione dell’organismo ordinistico.
I medici veterinari hanno contestato anche le previsioni sulle modalità di convocazione delle assemblee elettive e sulle regole dell’espressione del voto e dei quorum.
In occasione dell'audizione informale sul Ddl Lorenzin, la FNOVI - nel reiterare la richiesta di una rapida approvazione di quelle norme di riforma dell’art. 348 del codice penale, che, allo stato attuale sanziona in modo irrisorio l’esercizio abusivo della professione - ha richiamato l'attenzione della 12 Commissione Igiene e Sanità del Senato sulla necessità di dotare la professione veterinaria di una definizione giuridicamente riconosciuta di "atto medico veterinario".
La motivazione messa agli atti della 12° Commissione sottolinea come solo così sarà possibile "dirimere ogni indeterminatezza a proposito delle competenze del medico veterinario, contribuendo a perfezionare e rafforzare la disciplina penale relativa all’esercizio abusivo di una professione sanitaria".

Fonte: 
Ufficio stampa FNOVI