Equità del compenso: arriva il ddl di iniziativa del Sen. Maurizio Sacconi

19/06/2017
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Lo aveva annunciato alla vigilia della manifestazione dello scorso 13 maggio e puntuale è arrivato a cura del Presidente della Commissione Lavoro del Senato, Sen. Maurizio Sacconi, un ddl che declina alcune proposte a tutela del giusto compenso di tutti i lavoratori, professionisti inclusi.
Il disegno di legge è finalizzato a tutelare l'equità del compenso dei professionisti iscritti ad un Ordine o Collegio professionale e a garantire certezza del diritto nei loro rapporti con il committente e stabilisce che per compenso equo si intende quando è proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, tenendo conto della natura, del contenuto e delle caratteristiche della prestazione professionale.

All’articolo 2 il ddl propone, inoltre, di assumere per la misura dell'equità del compenso, ferma restando la discrezionalità del giudice nel valutare caso per caso le patologie del rapporto, il riferimento ai parametri vigenti ma ora limitati nell’impiego al contenzioso. Si tratta di norme definite dal Ministro vigilante che non possono essere qualificate come intese restrittive della concorrenza secondo il consolidato insegnamento della Corte di giustizia ribadito anche di recente (Corte di giustizia, 8 dicembre 2016, cause riunite C-532/15 e C-538/15).
Il comma 2 stabilisce una presunzione in base alla quale, salva prova contraria, il compenso inferiore ai minimi stabiliti dai parametri vigenti si deve ritenere iniquo. Ne deriva la nullità relativa delle clausole contrattuali difformi in quanto può essere fatta valere solo dal professionista, considerato quale parte debole del contratto. Sarebbe però anche nullità parziale perché non travolge per intero il contratto d’opera professionale, bensì fa caducare solo le previsioni contrarie all’equo compenso (comma 3).
Il disegno di legge si propone altresì di individuare il dies a quo a partire dal quale decorre il termine di prescrizione dell’azione di responsabilità professionale nel caso del non corretto esercizio della prestazione da parte professionista.

Fonte: 
Ufficio stampa FNOVI
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