Maltrattamento agli animali ed esercizio abusivo della professione tra i reati che non prevedranno il carcere
Maltrattamento agli animali ed esercizio abusivo della professione tra i reati che non prevedranno il carcere

Approvato in maniera definitiva lo schema di decreto sulla tenuità del fatto, che il Governo aveva presentato a fine 2014. Si appresta dunque a entrate in vigore una disposizione destinata a fare molto discutere, dal momento che introduce la non punibilità in sede penale per chi commette reati al di sotto dei cinque anni, purché avvenuti entro particolari criteri che riguardano sia la condotta in sé, sia l’esecutore della stessa.
Le polemiche che hanno accompagnato questo provvedimento sin dalla sua origine, riguardano i reati che sarebbero stati esentati di procedimento in sede penale, che andrebbero a includere anche fattispecie piuttosto gravose come - tra gli altri - il maltrattamento agli animali e l’esercizio abusivo della professione.
Nel testo, che arriva ora al vaglio del Consiglio dei Ministri, viene introdotto il procedimento di archiviazione del casellario e l’influenza che il ricorso alla tenuità del fatto possa avere sul fronte civile, al quale la parte offesa potrà comunque rivolgersi per ottenere un risarcimento per il danno subito.
Ciò che conta, infatti, non è che la tenuità costituisca l’innocenza dell’imputato, tutt’altro: anzi, si tratta di un reato accertato, commesso da un soggetto che non si ritiene punibile poiché ricade nelle tipologie e nei requisiti indicati dal testo avente forza di legge. Dunque, è possibile che anche lo stesso indagato preferisca accertare la propria non colpevolezza in sede di giudizio. Così, una volta che sarà avviato l’iter di archiviazione, le due parti dovranno essere informate e potranno ricorrere nel merito della decisione presa dal pubblico ministero.