Giuseppe Di Giulio e la sua ampia visione

Assegnato il premio "il peso delle cose" 2014
10/11/2014
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L'assegnazione al collega Giuseppe Di Giulio del premio “Il peso delle cose” sabato scorso all'interno del Consiglio Nazionale della Fnovi è stata occasione non solo per premiare la creatività, la preparazione scientifica e il concreto impegno di un medico veterinario italiano ma anche l'opportunità per aprire gli occhi sulla realtà di un paese come la Tanzania. Nel breve filmato proiettato dal collega la pacatezza delle voci degli allevatori e dei capi Masai hanno mostrato, in modo immediato, cosa significa “salute animale” e quali siano le conseguenze sulla vita delle popolazioni, tanto più in un paese africano. Se in occidente il concetto di One health viene spesso utilizzato per sottolineare, in funzionali sale da convegni, quale sia l'importanza del ruolo della professione medico veterinaria i capi dei villaggi, gli anziani che hanno la saggezza e l'esperienza per guidare le comunità rurali, hanno fatto ascoltare cosa accade quando le malattie degli animali non sono prevenute o curate.  

Non muoiono solo gli animali, semplicemente muoiono di fame le persone. 
Giuseppe di Giulio, a una platea di presidenti in attento silenzio, ha raccontato una storia dell'Africa che inizia negli anni ottanta, una storia dove si uniscono termini e intuizioni scientifici, strenua volontà e impegno personale per fare prevenzione e assicurare alle popolazioni le risorse economiche per vivere dignitosamente e avere cibo sufficiente ogni giorno.
Beppe Di Giulio e Daniele De Meneghi - il collega che ha presentato le motivazioni della candidatura, fortemente sostenuta da Veterinari senza Frontiere Italia -  negli occhi hanno una luce particolare quando parlano dell'Africa e quando ricordano gli inizi della loro attività come medici veterinari, delle loro divergenze di opinioni e delle strade dove si sono incrociati nel corso degli anni. Chi conosce le strade dell'Africa orientale sa bene cosa significa percorrerle incontrando i pastori Masai e le mandrie, sa cosa significa guadagnarsi la fiducia della popolazione residente e quanto inenarrabile sia la soddisfazione di vedere i risultati delle campagne di prevenzione di una malattia come la East coast fever, peraltro diffusa in ben 11 paesi africani. purtroppo come molte altre storie anche questa vede la presenza di personaggi malvagi: la corruzione e la mancanza di visione complessiva di istituzioni e donors per usare lo stesso termine che il collega ha ripetuto più volte, a testimonianza dei 26 anni fuori dall'Italia, cecità che ha determinato il blocco del supporto finanziario per consentire agli allevatori l'acquisto a prezzo agevolato dei vaccini. 
La diffusione di vaccini falsi associata alla mancanza di fondi che consentivano di supportare gli allevatori minaccia di distruggere i risultati di anni di lavoro, di annullare il valore del marchio giallo che era garanzia di animali sani, quindi venduti a costo superiore assicurando cibo all'allevatore e alla sua famiglia. 
La morte per fame o malattia non può lasciarci indifferenti, tanto più quando la soluzione esiste ed è abbordabile. Fnovi ha consegnato un premio al medico veterinario e all'uomo e Beppe, oltre ad aver condiviso la sua esperienza di vita non solo professionale, ha reso omaggio al presidente Penocchio portando un dono ricco di significati: il bastone di legno degli anziani. Arma di difesa ma soprattutto simbolo di autorità. 
Giuseppe di Giulio  ci onora appartenendo alla nostra professione e noi tutti potremmo, ognuno secondo le proprie possibilità, dare il nostro sostegno per vincere una lotta che non è solo contro una malattia ma anche contro l'ottusità di chi dovrebbe e potrebbe aiutare ma non lo fa.

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi