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Aprile 2026 - Consiglio Nazionale FNOVI: la relazione del Presidente

'Il Medico Veterinario nella società delle mangrovie'
20/04/2026
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Si sono svolti a Varese nel fine settimana appena conclusosi i lavori del Consiglio Nazionale della FNOVI che, come sempre, si è caratterizzato per i numerosi incontri/confronti/dibattitti che si sono alternati ai momenti più istituzionali: tra questi, primo fra tutti, la relazione del Presidente Gaetano Penocchio. Il suo intervento ha preso avvio con un ricordo di Luigino Bellani (1926-1998): uno dei padri della veterinaria italiana, che ha contribuito a rendere protagonista la medicina veterinaria nelle scelte sanitarie del Paese.

Si è quindi sviluppato partendo dall’invito a non percepire come ‘irrilevante’ la circostanza che la comunità professionale sta vivendo un’epoca di ridimensionamenti sul piano della propria presenza culturale, scientifica e professionale. Il SSN è in destrutturazione, si sta assistendo ad progressiva perdita di ruolo dei soggetti tradizionali della rappresentanza democratica e degli interessi organizzati (disintermediazione politica), nel settore delle produzioni si ipotizza di sostituire il medico veterinario con profili non sanitari, le corporate acquisiscono sempre maggiori spazi, i costi della professione crescono per i proprietari degli animali e i rapporti con la proprietà e tra colleghi diventano precari: ma tutto questo non sembra inquietare!

Sono stati 4 i cardini sui quali la relazione si è sviluppata.

1. Devoluzione: è vissuta con preoccupazione l'affidamento alle Regioni della regolamentazione delle professioni: un tema complesso, caratterizzato da un costante bilanciamento tra la competenza statale e quella regionale. La devoluzione consentirà alle Regioni di disciplinare professioni non ordinistiche di rilievo regionale riconoscendo nuove professioni e occorrerà vigilare che non si realizzino improprie sovrapposizioni se non la profilazione di nuove professioni. Per il Presidente Penocchio le Regioni “non sono le istituzioni che autorizzano in sanità forme alternative di occupazione in campo pubblico o ancor meno in quello privato”. Nel suo intervento ha ribadito che iI regionalismo differenziato costituisce il tentativo più serio e più pericoloso di mettere fine al SSN e alle professioni.

2. Riforma professioni sanitarie: premessa la critica alla richiesta di invarianza finanziaria, ha evidenziato che nel DDL 2700 si registra la totale assenza di riferimenti espliciti alla figura del medico veterinario. il testo non riflette l’ambito di esercizio della professione veterinaria né il suo ordinamento e la professione stenta a riconoscersi nel campo di applicazione del DDL e nei principi e criteri di delega. Penocchio ha ribadito la necessità di un maggiore riconoscimento sociale del medico veterinario ed ha indicato come possibili strumenti l’adozione di misure in materia di agevolazioni fiscali, semplificazioni delle procedure amministrative -adempimenti derivanti da normative comunitarie e nazionali – IVA. Ha sottolineato l’esigenza di valorizzare il coinvolgimento attivo del medico veterinario nella rete di epidemio-sorveglianza alla quale di fatto contribuisce. Ha auspicato, anche tramite agevolazioni fiscali, la costituzione di associazioni professionali così da rendere più fruibile l’assistenza veterinaria anche nelle zone più disagiate sfruttando anche il principio di prossimità. In materia di ‘responsabilità professionale’ ha sottolineato la mancanza di una netta indicazione che chiarisca l’applicabilità dello ‘scudo penale’ all’atto medico veterinario che, pur essendo sanitario, si rivolge a pazienti non umani e presenta dinamiche di responsabilità civile e penale peculiari. Ha quindi sottolineato come fondamentale il ruolo della medicina veterinaria, nell’approccio One Health, per una governance moderna dell’IA applicata alla sanità pubblica e alla sorveglianza epidemiologica. Ha ricordato la posizione critica che FNOVI ha assunto laddove si constata che la professione sembra essere ostaggio del sistema ECM ed ha auspicato una riforma che possa rafforzare il ruolo delle Federazioni e degli Ordini coinvolgendoli nella riscrittura del sistema di aggiornamento professionale.

3. Ordini e mercato (il contesto ed il ruolo): sottolineato come la professione si stia trasformando, nel suo intervento il Presidente FNOVI ha stigmatizzato che oggi la libera professione, separata eticamente dalla tecno-burocrazia, è stata ridotta ai margini della vita economica: molti tra gli esponenti tecnicamente più preparati di ogni professione si sono arresi alla logica di subordinazione, al mercato del lavoro, senza la minima possibilità di poter influire sullo stesso se non al ribasso ed ha sottolineato che compete ai professionisti ottimizzare i costi e migliorare le prestazioni: la sfida è epocale e va affrontata!

4. Che fare? - Gaetano Penocchio ha quindi declinato alcune possibili azioni: promuovere la leadership dei medici veterinari nella OH per trasformarla da principio a pratica (anche grazie alla collaborazione con altre professioni sanitarie e affini); garantire che la formazione (universitaria e post) risulti sempre più adeguata alla domanda scientifica e professionale; rafforzare l’attuazione della legislazione salute e benessere animale, inclusa la disponibilità di farmaci essenziali (compresi i vaccini); promuovere strategie e strumenti di prevenzione, visite di sanità animale e di consulenza in materia di salute animale, biosicurezza, strategie di vaccinazione, sistemi di allevamento e la sostenibilità ambientale; contribuire all’implementazione di nuove tecnologie così da rendere possibile tracciare realmente i prodotti di origine animale, previa definizione dei livelli di rischio di filiera e dei livelli di sicurezza. Il Presidente FNOVI ha altresì indicato la necessità di sostenere il ruolo dei medici veterinari nella conservazione della biodiversità (protezione e il ripristino delle popolazioni e degli ecosistemi della fauna selvatica; di porre attenzione all’ambiente per promuovere pratiche sostenibili ed eticamente responsabili; la necessità di sviluppare l’utilizzo responsabile di nuove tecnologie, come l’AI, l’utilizzo di sensori, strumenti diagnostici e scienza dei dati; promuovere processi legislativi e amministrativi semplificati e supportati dalla tecnologia per ridurre la burocrazia; promuovere standard formativi e percorsi di carriera rafforzando le competenze di leadership, gestionali, comunicative e digitali (la certificazione delle competenze è strumento innovativo qualificante in un disegno di crescita).

In altre parole, per Penocchio serve“parlare con integrità, agire con trasparenza, parlare con una voce veterinaria unita in linea con le priorità nazionali ed europee…va recuperata la cultura dell’ascolto, del rispetto dell’altro, e l’idea di comunità professionale … serve condivisione, unità di intenti”.


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