
Giuseppe Cascio ha partecipato a Bologna alla proiezione privata organizzata da Alltech Italy, filiale italiana di Alltech Inc. che lo ha prodotto, del documentario “World Without Cows”. “L'opera nasce con l'obiettivo di stimolare una conversazione aperta e fondata su dati scientifici, esplorando il ruolo degli allevamenti bovini e il loro impatto sociale, culturale, economico e ambientale sul nostro Pianeta Attraverso interviste con agricoltori, allevatori, scienziati e altri esperti in agricoltura e scienze ambientali, World Without Cows approfondisce i modi complessi e spesso sorprendenti in cui i bovini influenzano il nostro mondo. Dal cuore degli Stati Uniti al Kenya, all'India, al Brasile, Cile, Germania India, Kenya, Paesi Bassi, Singapore e Regno Unito questo viaggio alla scoperta invita gli spettatori a riflettere sul vero valore di questi animali spesso trascurati e sulle potenziali conseguenze della loro assenza. World Without Cows vi farà riflettere sul ruolo che i bovini hanno nella nostra vita.”
La proiezione era rivolta alle principali aziende dell'industria alimentare, con particolare attenzione alle aziende della filiera della carne e del latte, alle associazioni di settore, nonché a rappresentanti delle istituzioni locali, del mondo accademico e della stampa specializzata.
Considerato l'atteggiamento critico, che attribuisce all'allevamento bovino il 40% delle emissioni di CO2, il documentario cerca di capire se il dato sia vero, cercando di ascoltare la voce degli scienziati, ma anche il punto di vista dei vegani. Mostra l'importanza di allevare bovini in alcune aree del mondo, ma soprattutto di quanto sia necessario prevedere la possibilità di dovere sfamare una popolazione mondiale che nel 2050 sarà di circa 10 miliardi. Cerca di immaginare come sia possibile in un mondo senza più bovini, riportando esperienze di alcuni territori dove istituti di ricerca hanno provato a studiare, senza risultati, modelli pratici. Riporta molti dati e anche la necessità di fare, come mondo zootecnico, la nostra parte come medici veterinari anche nella comunicazione, cercando di avviare un dialogo tra tutti gli interessati, senza pregiudizi, ma costruendo convinzioni su dati di fatto.