
Nel corso della riunione del 4 settembre u.s., il Consiglio di Amministrazione ENPAV ha approvato un documento di lavoro sulla riforma del sistema pensionistico resa necessaria dalla richiesta ministeriale di garantire un saldo previdenziale positivo a 50 anni, pena l’imposizione del metodo contributivo.
Il documento dovrà ora essere sottoposto all’approvazione dell’Assemblea Nazionale dei Delegati Provinciali, che si riunirà il prossimo 23 settembre.
In una nota diramata in argomento si legge che il Consiglio ha inteso “proporre ai Delegati una riforma che non stravolgesse completamente le logiche del precedente intervento, che già aveva richiesto significativi sacrifici agli iscritti. Nel progetto, l’applicazione delle nuove misure, infatti, sarà graduale e, in alcuni casi, differita nel tempo”.
I principali interventi hanno riguardato sia i contributi, che dovranno raggiungere in futuro aliquote più elevate, seppure mantenendo la gradualità già vigente, sia i trattamenti pensionistici in essere che vedranno ridotta la percentuale di rivalutazione annuale, sia il calcolo della pensione che terrà gradualmente conto di un numero di redditi maggiore rispetto agli attuali 25.