
Il Ministro della Salute Ferruccio Fazio lo ha promesso: inserirà nel DDL 1142 all’esame al Senato uno schema di delega al Governo per la riforma degli ordini dei medici, odontoiatri, veterinari e farmacisti. Lo si legge in un articolo apparso su “Il sole 24 ore – Sanità”.
In data odierna il DDL delega del Ministro Fazio è stato presentato al Consiglio dei Ministri per un primo esame.
Sono state proprie le Federazioni coinvolte a scrivere lo schema della delega prevedendo, entro 12 mesi dall’approvazione della legge, l’emanazione dei decreti legislativi di applicazione.
Sono stati così individuati i principi base sui quali articolare la riforma.
In primo luogo è stata ribadita la definizione degli Ordini quali Enti pubblici non economici con autonomia patrimoniale, finanziaria e regolamentare che agiscono da “organi sussidiari dello Stato” per garantire il rispetto dei principi previsti dalla delega e dai codici deontologici.
Gli Ordini e le relative Federazioni Nazionali, avranno il compito di salvaguardare i “principi etici” della professione attraverso gli strumenti della costituzione e aggiornamento degli albi, elenchi e registri per “certificare” l’esercizio della professione, verificare e tutelare la trasparenza e veridicità della comunicazione dei servizi sanitari offerti, assumere un ruolo e compiti nel tirocinio pre e post laurea nonché n occasione dell’esame di abilitazione all’esercizio professionale, di prevedere la promozione, l’organizzazione e la valutazione dei processi di aggiornamento e della formazione per lo sviluppo continuo professionale di tutti i professionisti iscritti agli Albi al fine della certificazione del mantenimento dei requisiti professionali-
Avranno quindi il compito di individuare autonome norme deontologiche aventi natura pubblicistica e provvederanno ad istituire specifici organi disciplinari con la definizione di idonee procedure che, a garanzia dell’autonomia e terzietà del giudizio disciplinare, prevedano la separazione della funzione istruttoria da quella giudicante e l’esercizio dell’azione disciplinare secondo i principi del giusto procedimento, confermando le competenze giurisdizionali della CCEPS di cui al D.L.C.P.S. n. 233/46.
Sarà quindi prevista l’assoggettabilità delle sanzioni disciplinari nei confronti di tutti gli iscritti agli Albi professionali secondo una graduazione correlata alla gravità o reiterazione dell’illecito prevedendo, altresì, il ravvedimento operoso e altre misure compensative.
Ribadita quindi l’assunzione della rappresentanza esponenziale della professione nell’ambito delle proprie competenze.