IVA sulle prestazioni medico veterinarie va rivisto

FNOVI lo chiede all'attuale governo
La Spagna l'ha già fatto
17/10/2018
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Le prestazioni medico veterinarie furono in un primo tempo esenti IVA come quelle di medicina umana, poi passarono ad essere assoggettate ad IVA con aliquota ordinaria dal 1991 con la modifica introdotta dalla legge 428/1990 e dalle successive norme europee e nazionali richiamate anche da una sentenza dello scorso anno della Commissione Tributaria Regionale della Sicilia.
Attualmente è evidente una disparità di trattamento fiscale per le prestazioni medico veterinarie:

le prestazioni rese dal SSN da parte dei propri dipendenti sono esenti IVA, come quelle rese da medici veterinari e da strutture medico veterinarie che fiscalmente rientrano nel regime forfettario, mentre le prestazioni rese da medici veterinari o da strutture medico veterinarie con regimi fiscali ordinari sono soggette ad IVA al 22%.
Anche solo riferendoci alla previsione della Direttiva Europea possiamo però sottolineare che le prestazioni medico veterinarie hanno un intrinseco valore di tutela della salute pubblica e quindi rientrano in quelle prestazioni di interesse pubblico. Basti pensare al controllo delle zoonosi e delle malattie trasmissibili da vettore, alla profilassi della rabbia ecc. I medici veterinari liberi professionisti sono presidi di sanità pubblica sul territorio e sempre più spesso sono chiamati a svolgere compiti ufficiali come l’identificazione degli animali, le segnalazioni di malattie zoonotiche, di cani morsicatori ecc. Le attuali normative hanno inserito le prestazioni medico veterinarie nel Sistema Tessera Sanitaria a favore della semplificazione per i cittadini, ribadendo contemporaneamente la valenza sanitaria di tali prestazioni e a breve entrerà in vigore l’obbligo della ricetta elettronica veterinaria il cui fine è la tracciabilità del farmaco veterinario per le sue connotazioni di salute pubblica e in contrasto alla antibiotico resistenza. I medici veterinari hanno quindi un ampio riconoscimento essendo un anello fondamentale e imprescindibile del sistema One Health, che non è solo uno sterile slogan, ma è un principio su cui si basa lo sviluppo sostenibile della Terra.
La Professione medico veterinaria nella sua totalità rende quotidianamente un servizio di pubblica utilità a tutela della salute pubblica e dell’ambiente e quindi ha il diritto naturale di veder riconosciuta questa importanza. I medici veterinari erogano prestazioni sanitarie e come tali queste devono essere considerate, anche dal punto di vista fiscale, senza nessuna altra distinzione che si traduca in una disparità all’interno della categoria e ad un ingiustificabile costo per consumatore finale, considerata anche l’irrisoria detrazione fiscale.
La FNOVI chiede e auspica che l’attuale governo riveda il regime fiscale delle prestazioni medico veterinarie valutando l’esenzione dell’IVA o un’aliquota agevolata anche alla luce della Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 3 ottobre 2018 e del recente accordo adottato dal Governo spagnolo sul ritorno all'aliquota IVA ridotta per le prestazioni medico veterinarie agli animali da compagnia.

Fonte: 
FNOVI
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