“Italian food e la veterinaria italiana”: le interviste

29/11/2019
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La tavola rotonda dal titolo “Italian food e la veterinaria italiana”, realizzatasi lo scorso 16 novembre, nell’aula magna del Dipartimento di Scienze veterinarie di Torino in occasione dei lavori del Consiglio Nazionale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Veterinari Italiani (FNOVI), è stata moderata da Antonio Limone, Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno nonché Tesoriere FNOVI. Nell’intervista rilasciata a fine mattinata lo stesso ha dichiarato che sono molte le grandi sfide che attendono la professione e che per affrontarle occorre il coinvolgimento del medico veterinario, ed il suo apporto sarà tanto più efficace quanto più sarà in grado di esprimere capacità e competenza.

Passando quindi a commentare i lavori appena conclusi ha commentato che “È ‘insieme’ il termine difficile da declinare. È vero che spesso non ci sono gli stessi obiettivi, ma questa volta la partita è così difficile che se gli obiettivi non si fondano in un’unica visione strategica, falliamo tutti”. “Bisogna fare in modo - ha aggiunto - che anche la politica comprenda che una sanità di prevenzione che si riappropria di questo ruolo centrale serve al cittadino: oggi più che mai”. Nel dichiararsi soddisfatto per la riflessione così avviatasi ha chiuso l’intervista commentando che “a Torino si apre una nuova fase per una Federazione nazionale che vuole avere una strategia e che la vuole declinare sul territorio attraverso i Presidenti provinciali. Siamo all’inizio di un percorso e servirà molto impegno per realizzarlo”.
Al tavolo anche Luigi Scordamaglia (Inalca –‘FilieraItalia’) il quale ha commentato che "L’immagine del prodotto alimentare italiano, del suo successo nel mondo, sta cambiando: non è più il brand finale ma è la costruzione di una filiera, dell'impatto ambientale, del valore aggiunto ambientale di benessere animale, di utilizzo corretto del farmaco nel caso delle produzioni animali. Un lavoro quindi di una vera filiera integrata che solo una figura come quella del Medico Veterinario - che ha competenza sull’area su vivo, sull’aria della trasformazione, sul controllo dello standard del prodotto finito - può svolgere. Per farlo però deve evolvere e deve curare ancora di più la sua professionalità".
Al Direttore del Dipartimento di Scienze veterinarie dell’Università di Torino, Prof. Domenico Bergero è stato chiesto come è cambiato il ruolo del medico veterinario nella filiera dell'agroalimentare e qual è la preparazione didattica che le Facoltà di Medicina veterinaria, mettono in campo per fornire una adeguata preparazione ai futuri professionisti.
Figura di rilievo presente ai lavori è stata quella del Dr. Giuseppe Blasi, Capo Dipartimento DIPEISR del Ministero delle politiche alimentari e forestali, il quale alla domanda su quanto l'agricoltura e la figura del Medico Veterinario abbiano bisogno l'uno dell’altra ha risposto indicando la road map necessaria per integrare le competenze della futura collaborazione così da poter fornire un reale e concreto servizio al settore zootecnico e, conseguentemente, al medico veterinario.
Il Medico Veterinario è un attore fondamentale in tema di sicurezza alimentare. Tutta la categoria e il servizio di controlli ufficiali svolgono, infatti, oltre il 90% dei controlli ufficiali che garantiscono la sicurezza alimentare, costituendo un elemento di enorme qualificazione del nostro made in Italy” ha poi dichiarato la Dr.ssa Gaetana Ferri (DGISAN -MdS) nel commentare il tema affrontato nella tavola Rotonda Italian Food e veterinaria italiana. Nella sua disamina sull’argomento ha trattato poi altri ed importanti argomenti che su questo fronte impegnano i medici veterinari.

Fonte: 
Ufficio stampa FNOVI
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