Filiera bufalina: serve il veterinario aziendale

31/01/2019
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La filiera bufalina è stata nei giorni scorsi al centro delle audizioni informali svolte in commissione Agricoltura del Senato. In generale, tutti gli auditi hanno espresso grande soddisfazione per la situazione attuale del settore, che negli ultimi anni ha visto crescere notevolmente i propri numeri, anche grazie all’incremento dell’export. Nonostante l’andamento positivo del mercato, le associazioni ascoltate hanno indicato alcuni elementi su cui sarebbe necessario lavorare, per rendere ancora più efficiente il processo di produzione e vendita.

Fra i punti più importanti toccati durante la seduta, va segnalata la richiesta di introduzione di incentivi che spingano gli allevatori a migliorare tutti gli aspetti del loro lavoro, con particolare riguardo per la sostenibilità, l’uso degli antibiotici, il benessere degli animali e la bio-sicurezza. Secondo il rappresentante di Copagri Campania, Paolo Conte, sarebbe importante “modificare la normativa nazionale in materia di veterinari aziendali, rafforzandola e garantendo anche ai piccoli allevatori la possibilità di permettersi un professionista del genere”.
Secondo FNOVI non serve modificare la normativa, nei Programmi di Sviluppo Rurale si potrebbe (come sostiene lo stesso Paolo Conte) "rendere ancora più efficiente il settore introducendo un meccanismo che premi i soggetti più virtuosi, così da spingere tutti i produttori ad adeguarsi agli standard più elevati".

Fonte: 
Ufficio stampa FNOVI