Farmacosorveglianza animale: la FNOVI e gli altri stakeholder

17/05/2017
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I rilievi espressi dalla FNOVI alla mozione sulla Farmacosorveglianza animale presentata dell’On.le Pierpaolo Vargiu non sono caduti nell’oblio ma anzi hanno provocato l’avvio di un interessante dibattito e dopo il riscontro del parlamentare promotore della mozione, anche l’AISA (Associazione nazionale imprese salute animale) ed ASCOFARVE hanno ritenuto utile partecipare al discussione ed apportare il loro contributo.

La FNOVI ha riscontrato la nota dell’AISA concordando che è necessaria “una completa tracciabilità dei farmaci veterinari che inizia dal produttore, si snoda su tutta la filiera e vede come atto fondamentale la prescrizione elettronica da parte del Medico Veterinario”: è noto infatti che FNOVI è tra i più convinti sostenitori della completa tracciabilità della filiera del farmaco ed è altrettanto convinta che la ricetta elettronica possa costituire “uno degli strumenti” necessari per sua la tracciabilità.

AISA, ritenendo utile fornire un chiarimento in merito alle affermazioni che riguardano la tracciabilità nel periodo che precede la prescrizione, aveva evidenziato alcuni aspetti, ed in particolare:
1. sia nelle fasi della produzione che in quelle della “prima” vendita effettuata dalle Imprese la tracciabilità dei farmaci veterinari esiste già;
2. tutte le Imprese del farmaco veterinario sono soggette alla norma GMP (Good Manufacturing Practice) che prevede una perfetta corrispondenza tra il materiale in ingresso (principi attivi, eccipienti, prodotti per il confezionamento) e il materiale in uscita (prodotti finiti);
3. tutte le fasi della lavorazione sono obbligatoriamente registrate su supporto informatico, completamente a disposizione per le frequenti operazioni di controllo degli organi locali e Ministeriali. Nel caso specifico della vendita viene registrata ciascuna transazione con: data, nome del medicinale, quantità, lotto e scadenza, nome ed indirizzo del destinatario;
4. le Imprese del farmaco veterinario possono vendere i loro prodotti finiti solo a soggetti contemplati nel D.Lvo. 193/06 (Farmacie, Parafarmacie, Grossisti, Titolari di impianto nel caso delle Premiscele per alimenti medicamentosi); per i farmaci che rientrano sotto l’Art. 90 del D.Lvo. 193/06 anche ad altri esercizi commerciali quali GDO, Pet Shop, etc.;
5. i prodotti venduti e spediti al cliente sono accompagnati dal relativo documento di trasporto (DDT); si riportano nel DDT lotto e scadenza, che poi le farmacie ed i grossisti devono registrare in entrata. La norma in vigore, comunque, prevede anche che i prodotto possano viaggiare senza DDT, con l’obbligo di recapitarlo al cliente entro le 24 ore;
6. l’uscita di prodotti non destinati alla vendita, quali ad esempio i Campioni Omaggio o quelli per  studi clinici, entrambi da consegnare solo a Medici Veterinari dietro firma di ricevuta di consegna, viene comunque sempre registrata e messa a disposizione delle autorità di controllo;
7. non dobbiamo dimenticare che dal 2007 ogni nostro prodotto ha in dotazione il codice DATAMATRIX dal quale è possibile estrapolare molte informazioni, alcune delle quali utili per rintracciare i prodotti in casi di necessità (richiami dal mercato);
8. i produttori forniscono periodicamente al Ministero le quantità totali vendute per ciascun farmaco, per la farmacovigilanza, ed entro il 31 marzo di ogni anno forniscono i dati per ciascun medicinale, relativi all’anno precedente;
9. i dati per ciascuna fornitura (anche per quelle gratuite), in virtù della loro precisione ed ufficialità vengono anche rilasciati, dietro richiesta, a NAS , Carabinieri, GdF ecc., per verificare la provenienza e tracciare i vari passaggi di medicinali ritenuti sospetti
”.

Nella nota FNOVI a riscontro delle osservazioni si legge: “è fazioso pensare di correggere le eventuali ombre di questo mercato solo individuando come nodo problematico del sistema la ricetta veterinaria sia essa cartacea che elettronica. Troppo farmaco e poche ricette. La responsabilità è dei medici veterinari?”. La soluzione è quella suggerita da AISA (“Quello che rimane da fare ora, quale successivo passo, è di raccordare per via informatica questa tracciabilità industriale a tutte le altre fasi sequenziali che compongono la filiera, Veterinari inclusi”). In diverso caso smettiamola di dire che la ricetta elettronica sarà la panacea di tutti i mali”.

Anche ASCOFARVE ha scritto alla FNOVI dichiarando la propria disponibilità “a partecipare a una discussione utile a tracciare un cammino volto al miglioramento dei sistemi di farmacosorveglianza, posto che questi vadano ad interessare tutti gli attori della filiera, verso l’obiettivo della trasparenza totale, avvalendosi anche degli strumenti messi a disposizione dai mezzi informatici. e i suoi associati”. L’associazione “posto che i grossisti rispettano pienamente la normativa, nel caso si siano delineate fasi nella commercializzazione del farmaco veterinario poco normate, o che necessitano di maggiori controlli” è pronta a fare la propria parte.

Fonte: 
Ufficio stampa FNOVI